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Storia dello Stadio dei
Marmi |
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Originariamente gli stadi, costruzioni destinate
nell’antica grecia, alle corse a piedi od
alle gare di atletica erano costituiti da una pista
(dromos) circondata da gradinate per gli spettatori,
due rettilinei paralleli uniti ad un’estremità
da un semicerchio, chiamato sphendone. Nel celebre
stadio di Olimpia la piattaforma centrale, a gradini,
si chiamava spina e terminava alle due estremità
con due piccoli obelischi, dette mete.
Alla fine degli anni '20, nel periodo in cui il
fascismo stava favorendo la cultura della fisicità
maschile a favore della futura classe popolare,
base del futuro della nazione, si rappresentano
le figure di atleti ispirandosi direttamente alla
Grecia classica.
La più spettacolare manifestazione di questo
movimento mai vista in ogni tempo si chiama Stadio
dei Marmi ed è stata realizzata a Roma negli
anni '30. Considerato ancora oggi insuperato per
la sua raffinata bellezza, contiene decine di statue
grecizzanti, scolpite da giovani artisti di tutte
le regioni italiane.
Ideatore e creatore dello Stadio dei Marmi fu Renato
Ricci (1896-1956), sottosegretario all'Educazione
e fondatore dell'Opera nazionale Balilla.
Scuole e centri ricreativi furono dotati di palestre,
piscine, biblioteche, sale di riunione, giardini.
Soprattutto, Ricci mette mano alla realizzazione
di quella che sarà una delle più importanti
opere del periodo: il Foro Mussolini, all'interno
del quale è ospitato lo Stadio dei Marmi,
capace di 22.000 spettatori.
Le statue dello stadio furono regalate da sessanta
province italiane e tutte scolpite, per espresso
desiderio di Ricci, da giovanissimi scultori sconosciuti,
dei quali alcuni divennero poi celebri come Selva,
Canevari, Buttini e altri, tra cui Aroldo Bellini,
autore di sedici statue e dei gruppi di lottatori
in bronzo. Lo Stadio dei Marmi fu inaugurato nell'ottobre
del 1932; oggi, il Foro Mussolini si chiama Foro
Italico ed è sede centrale del Coni. |
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